Al Delle Arti il trio partenopeo ha conquistato il pubblico con il nuovo lavoro “Bang, Bank, l’occasione fa l’uomo morto”, divertentissima commedia in due atti
“Bang, bank, l’occasione fa l’uomo morto”, è una esilarante commedia in due atti, con un finale, e non solo, ispirato al film “Così è la vita” di Aldo, Giovanni e Giacomo. Protagonisti, di questo lavoro, un altro trio I Ditelo Voi, che come i tre comici divenuti famosi grazie al programma tv “Mai dire gol”, sono stati accompagnati in scena da Federica Citarella, giovane e promettente attrice, che proprio come Marina Massironi nel film, ha avuto il ruolo di colei che ha dovuto dare ai tre protagonisti una notizia sconvolgente. Il trio partenopeo, dunque, è tornato in teatro con un nuovo lavoro. Una commedia leggera che riesce a coinvolgere il pubblico e a regalare tantissime risate. Proprio come dimostrato sabato sera al Teatro Delle Arti di Salerno, nella stagione del Teatro Ridotto diretta da Gianluca Tortora, dove gli applausi non sono mancati durante tutta la rappresentazione. La storia l’abbiamo detto, ricorda il celebre film “Così è la vita”, ma l’ambientazione è totalmente diversa. Siamo a Napoli, in una filiale di banca situata al Centro Direzionale. Qui, arriva “O’ Micione”, ovvero Domenico Manfredi, piccolo delinquente con qualche precedente penale che vive insieme alla nonna centenaria, che con mitra e giubetto imbottito di esplosivo, minaccia di uccidere tutti se non gli vengono consegnati i soldi che ci sono in cassaforte. In banca c’è un gruppo di clienti (alcuni spettatori che gentilmente hanno fatto da comparse) e poi ancora un cliente abituale Francesco De Fraia, che per l’ennesima volta tenta di chiedere un prestito di 500mila euro per aprire con la moglie un chioschetto di bibite sulla spiaggia ed il direttore della banca Lello Ferrante, sposato e prossimo a diventare papà, che inizialmente si fa passare per un semplice banchiere. Liberati quasi tutti gli ostaggi in banca restano in tre, mentre all’esterno si alternano Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale, che cercano di trattare con il rapinatore, che ha chiesto una macchina ed un aereo pronto al decollo all’aeroporto di Capodichino. Con il passare del tempo la pressione sul rapinatore diventa insostenibile, così O’ Micione, di punto in bianco, decide di arrendersi. Ma è proprio davanti all’intenzione di resa de O’ Micione che lo smaliziato Francesco avanza una proposta: se dividerà la refurtiva – 3 milioni di euro – gli reggeranno il gioco fino a quando riuscirà a fuggire. Quei soldi cambierebbero la sorte a chiunque, figuriamoci a loro tre. Una volta convinto, il rapinatore, per fuggire da un passaggio segreto situato all’interno del bagno nella stanza del direttore, si libera del giubetto esplosivo e lo lancia a terra, pensando che la polvere che conteneva non fosse in quantità tale da provocare danni. E invece, dopo un inesorabile conto alla rovescia, deflagra con una potenza tale da provocare il crollo dell’intero stabile. I tre si risvegliano praticamente illesi (tranne Lello che ha perso entrambe le gambe) tra le macerie dell’edificio, disposti a tutto pur di tornare in superficie. Ma l’arrivo della moglie del direttore, incinta al nono mese di gravidanza, cambia tutto, cambia le prospettive di vita dei tre, che si ritrovano ancora una volta complici per cercare di salvare la donna ed il bambino che ha dato alla luce tra le macerie e che si scoprirà non essere figlio di Lello. Applausi a raffica nel finale, dove i quattro protagonisti con tanto di parrucche e strumenti musicali, salutano il pubblico in versione rock band.
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